La Storia

La Storia

Marco Moretti

E' fatta di fastidiosi e banali episodi che hanno costellato con assiduità quella che poteva essere una ...brillante carriera di pesca-sub(!).

Fernando Brasolin

Il sottoscritto, oggi ben oltre i sessanta, ha pescato per anni con discreta soddisfazione, con i suoi oleopneumatici di fine anni '80: prima con un "70 cm", sostanzialmente analogo agli attuali, affiancato più tardi da un 90 con impugnatura mobile e caricamento progressivo, dalla tecnologia geniale, potente, precisissimo, ma troppo… emotivo, vista la sua forte disposizione a incepparsi, soprattutto di fronte a bersagli particolarmente ambìti.

Progetto originale, ma realizzazione complessa e delicata che obbligava oltretutto a usare strane e costose aste con sezione differenziata.
Non a caso, dopo un iniziale piccolo boom, ebbe vita commerciale molto breve.

Un peccato: forse riprogettando qualche particolare, oggi sarebbe ancora in produzione. Nessun tono polemico in questo discorso nei confronti del fabbricante. E' il rischio che corrono le realizzazioni troppo complesse. Sta di fatto che, dopo aver lasciato su più d'un fondale pezzi di vario pregio, decisi di abbandonare il 90 supertecno per passare a qualcosa di analoghe dimensioni, ma di maggiore affidabilità.
Passavo quindi ad un arbalete da 90.
Fucile semplice e funzionale che quasi sempre riuscivo a caricare fino alla seconda tacca. E mi dicevo: "É fatta". Per quanto, tuttavia, il colpo partisse sempre, lo trovavo però subito impreciso a confronto con il pneumatico (che, quando decideva di sparare, centrava!).
Provai a cambiare elastici, marca, lunghezza, cercando anche di far tesoro dei consigli di riviste del settore e di amici di pesca sempre prodighi in questo. Consigli evidentemente validi, visto che loro non padellavano, ma altrettanto vani visto che io, invece, sì. E troppo spesso. Evidentemente il difetto era, come si dice, nel "manico" e non potevo fare altro che prenderne atto sperando in un "domani migliore". I progressi, però anno dopo anno, erano minimi, anche dopo... ripetute visite oculistiche.
Nel frattempo andavo progressivamente mitizzando il ricordo della precisione dell'"Oleo-Pneumatico" che, con l'arpione, mi aveva infilato persino le triglie; mentre, lentamente, il ricordo delle prede perdute per i colpi rimasti in canna, sfumava.
Tanto che ero risoluto a riprendermi un "lungo" pneumatico... magari con il variatore di potenza... magari uscendo sugli scogli a ricaricarlo... magari ecc... Era un tormentone che cominciava ad introdursi persino nei sogni.
Finchè un giorno di settembre del 2006 svegliatomi per la solita pescata in Sardegna - dove ero ospite presso amici di Palmadula, nel sollevare la veneziana per far luce, il cordino aveva scarrucolato bloccandosi. Salito sulla sedia per risolvere la faccenda, nell'esaminare il meccanismo di bloccaggio del cordino ebbi la cosiddetta "illuminazione", e dopo lunghi minuti di agitata riflessione - perché non potevo credere che la soluzione potesse essere davvero così semplice – dentro di me esclamavo: "FORSE EUREKA!"

In quella mattinata di pesca non presi una sardina, questa volta per "mancanza di concentrazione"! (finalmente una scusa valida…) Giga-Press

Dopo lunghi mesi di prove più complicate del previsto, nella mia cantina attrezzata a semi-officina verificavo che, sfruttando l'"effetto morsa" di un paio di eccentrici di acciaio il problema annoso era davvero risolto, e per giunta in modo semplice: l'uovo di Colombo. Al punto da decidere di brevettare l'idea.

Dopo qualche contrattempo e difficoltà di varia natura, spesso superate per merito delle specifiche competenze degli amici, che in apposito luogo ringrazio, questa particolare "unità subacquea" giungeva a compimento verso la fine del 2008, seguita dopo pochi mesi dalla testata di sicurezza (SECUR) e dalla variante ARBA per fucili ad elastico. E in quest'occasione voglio ringraziare anche coloro che, pure da sconosciuti, con il loro vivace plauso verso l'idea mi hanno dato altra motivazione a migliorare e ulteriormente innovare, divenendo talvolta nuovi amici "on line" , magari intrecciando mail su argomenti di diverso respiro... che non la pesca in apnea.