Dettagli Tecnici

Dettagli tecnici e funzionamento

Che cos'è il sistema GIGA PRESS®

Bloccante Consta di un primo elemento funzionale (il Bloccante), che inserito "a slitta" sulla volata (per l'esattezza su un terminale di volata dedicato*) permette all'asta di "affondare" nella canna, ma la blocca nel senso opposto (blocco unidirezionale). Tale effetto è ottenuto in quanto l'asta viene a trovarsi fra due camme tenute a contatto con essa da due molle. Queste innescano un attrito minimo, ma che aumenta enormemente in modo istantaneo se l'asta tende a muoversi verso l'esterno. Conseguenza: blocco istantaneo da parte del lavoro "autoserrante" delle camme. L'asta può solo scendere, e in questa direzione non trova altra resistenza che la pressione del pistone. Cosicchè ogni segmento d'asta che viene spinto in canna, si somma ai precedenti (intervallati dalle comode soste permesse dal Bloccante), fino allo scatto dell'aggancio col dente di ritegno. 1

*La volata SECUR

Terminale SECUR - Aperto Terminale SECUR - Chiuso è un accessorio passivo, ma fondamentale sul piano della sicurezza; vediamo perché. Per togliere il Bloccante, ora che ha esaurito il suo compito, dobbiamo semplicemente sganciarlo dalla volata, ma prima di farlo dobbiamo essere sicuri che a bloccare l'asta ora sia il dente di ritegno e non ancora il Bloccante. Diversamente... liberarla dalla stretta delle camme non sarebbe proprio il miglior modo di farla partire... Ragion per cui il terminale di volata (SECUR, che viene montato al posto del terminale di serie originale) è strutturato in modo da rendere chiaramente VISIBILE la situazione di avvenuto aggancio. è infatti un elemento bi-composto costruito in modo da assumere un assetto allungato quando l'asta preme sul Bloccante (nei tratti di caricamento intermedi), mentre rimane compatto e chiuso quando l'energia dell'asta viene controllata non più dal Bloccante, ma dal dente di ritegno, avvertendo in tal modo, esternamente, della corretta conclusione del caricamento. Una realizzazione semplice e funzionale sia nella versione per gli oleo standard, che in quella per i "sottovuoto".

Il Traente

Traente Se pensiamo di usare fucili pressurizzati a livelli "turistici" il discorso potrebbe finire qui. Diversamente, nell'affrontare quegli "extra bar" che fanno di un oleopneumatico un'arma veramente potente, la mano scivolerà sull'asta non avendo presa sufficiente. Entra qui in gioco il secondo elemento funzionale del sistema, detto Traente in quanto, appoggiato all'asta senza particolari manovre ci permette di trascinare l'asta tramite una maniglietta ad esso collegata. Anch'esso è concepito sfruttando lo stesso effetto di blocco unidirezionale fornito da due eccentrici, soltanto lo facciamo in modo dinamico, cioè tirando in giù per caricare l'asta e scorrendo sull'asta in su per recuperare nuovi segmenti di caricamento, nel mentre che il Bloccante - dalla sua posizione statica - provvede a mantenere l'asta nella posizione guadagnata. Fino a giungere al Clic finale di aggancio2.

Riepilogando

La prolissa presentazione dei vari aspetti tecnici lascerebbe immaginare manovre lunghe e complicate, ma nella realtà pratica, armare e disarmare il caricamento con Giga Press, richiede all'incirca i 10-15 secondi necessari a leggere le due righe di questa stessa frase.

Caricamento del bloccante Caricamento del traente

Infatti, eseguita una tantum l'unica operazione antipatica (ovviamente bisogna scaricare e ricaricare l'aria!) consistente nel sostituire il terminale del fucile con quello (SECUR) del sistema, questa è in sintesi la semplicissima procedura del caricamento partendo dall' usuale alloggiamento del codolo dell'asta nel terminale.

  • Il Bloccante viene inserito - mantenendone aperte le camme tramite le apposite levette - con semplice movimento "a slitta" sul terminale. Viene quindi abbassata la lamina di fermo. (tot. 4-5").
  • La stessa mano, ora libera, appoggia il Traente a cavallo dell'asta (con procedimento analogo al Bloccante), mantenendone allargate le camme (azionando una comoda staffa con due dita). Mollate queste ultime (che innescano quindi l'attrito) la maniglietta è operativa. (tot.1-2") Fase operativa fatta di trazioni e recuperi con relativo comportamento "elastico" di Secur: chiuso in trazione e aperto in rilascio/recupero.
Caricamento - Secur aperto Caricamento - Secur chiuso Caricamento completato

Dis-armamento (solo con terminale SECUR in assetto chiuso)

  • Riportata in alto la lamina di fermo (che avevamo abbassato all'inizio) si allargano le camme del Bloccante (azionando come prima le rispettive levette) e lo si sfila dal terminale (tot. 3-4").
  • Azionando nuovamente la staffa il Traente è immediatamente tolto (tot. 1-2").
Tracolla N.B. A questa manciata di secondi aggiungiamo pure qualche altro secondo per il movimento di sgancio dalla tracolla e successivo riaggancio dopo l'uso, dei due componenti che, per rendere pratico il trasporto, sicura la presa manuale su di essi, ed impedirne lo smarrimento, vengono collegati fra loro da un robusto sagolino elastico da un lato e si agganciano insieme dall'altro con connessione rapida: il tutto costituisce una sottile ma aderente cintura da indossare a tracolla come mostrato in figura.

GIGA PRESS Arba

Kit Arba - Caricamento LA SOLUZIONE "PROGRESSIVA" per caricare un lungo l'arbalete in surplace risparmiando... fatica, disagio, tempo, elastici... e anche le mani. E con intuibile incremento di potenza (a parità di numero di elastici).
Dopo avere sperimentato con soddisfazione (a dispetto di qualche prevedibile ritardo sulla... tabella di marcia) la soluzione GIGA PRESS® sul fucile oleopneumatico, consentendone lo sfruttamento pieno delle potenzialità, abbiamo rivolto l'attenzione alla variante gommata, attualmente ancora il "pigliatutto" (o comunque "molto") della pesca subacquea, per risolvere - se possibile - un problema di caricamento, che, se non era così arduo e urgente da risolvere come per l'oleo, presentava tuttavia alcune fastidiose spigolosità. Mi riferisco soprattutto alla combinazione fra:
a) Innaturale presa sull'ogiva b) Durezza degli elastici c) Lunghezza del fucile d) Punti deboli - le 3 tacche - o di disturbo idrodinamico - le 3 pinnette - e) Il brandeggio, quando si usino più elastici.

Problemi per lo più coesistenti nello stesso fucile ma finora risolti uno per uno con rispettive singole soluzioni. Si ovvia infatti alla scomoda e rischiosa impugnatura dell'ogiva usando guanti (abitudine da non abbandonare comunque mai) e/o soluzioni più ergonomiche da interporre fra la mano e l'ogiva, mentre per risolvere l'altro problema della potenza si ricorre oggi all'accoppiamento di più paia di elastici e più recentemente, all'interessante applicazione di carrucole per demoltiplicare lo sforzo di caricamento. Di fatto le modalità del "caricamento" si incrociano con aspetti come: la disponibilità di potenza, l'ergonomicità nella manovra, la comodità della stessa, la sicurezza per le mani, il brandeggio (strettamente connesso col numero e la posizione delle gomme), e altro. A questi problemi si danno spesso buone soluzioni, ma, come accennato sopra... "a scelta": al massimo con una singola soluzione si risolvono un paio, forse tre, di questi problemi. GIGA PRESS® "Arba" vuole offrire, in questo panorama, una soluzione globale e razionale proponendo i seguenti evidenti vantaggi nell'affrontare altrettanti aspetti riguardanti il caricamento dell'arbalete. Analizziamoli:

  • Potenza: la possibilità di frazionare il caricamento consente evidentemente di affrontare elastici più potenti e altrimenti "difficili".
  • Sicurezza per le mani: ora non è più vincolata allo sforzo di caricamento in sé, nè dalla struttura più o meno "tagliente" dell'ogiva.
  • Sicurezza nel controllo dell'aggancio dell'ogiva, consentita da un lavoro assolutamente ergonomico, favorito oltretutto da punti di "partenza" dello sforzo molto più gestibili e stabili.
  • Semplicità: consente di ridurre il numero di elastici grazie ad una maggiore potenza/elastico affrontabile.
  • Comodità: tirare due manigliette in un percorso da fare in "comode rate", e con percorso libero e guidato, è altra cosa che "afferrare" a denti stretti un archetto minuto e tagliente dovendolo oltretutto tirare d'un fiato fino alla tacca stabilita.
  • Idrodinamicità balistica: a parità di potenza globale, in sede di spinta una singola coppia di elastici offre all'acqua una resistenza certamente minore di quella di un paio di coppie: meno superfici in movimento significano meno acqua da spostare nel momento dello scaricamento, con sicuro vantaggio in potenza utile applicata all'asta.
  • Brandeggio: analogamente, potendo gestire una monocoppia di elastici di elevata energia al posto della doppia coppia (altrimenti obbligata per ottenere analoga energia), anche la resistenza laterale offerta all'acqua sarà senz'altro inferiore
  • Punti deboli dell'asta: sia le tacche che le pinnette rappresentano aspetti sfavorevoli ineliminabili (punti deboli sull'asta le prime, freni idrodinamici - oltretutto asimmetrici - le seconde). Quantomeno in prospettiva futura (o per quanto riguarda aste su ordinazione) questi elementi di disturbo potranno ridursi finanche ad una sola unità per asta.

La struttura

Anche qui, come in tutte le cose, se vogliamo individuare un aspetto sfavorevole... Può non essere molto comodo il fatto di avere un oggetto in più da amministrare in acqua... Teniamo comunque conto che l'oggetto è ripiegabile e del peso di 200gr. ed è facilmente alloggiabile sulla plancetta da chi non voglia legarselo con un elastico il posizione sottoascellare. Credo tuttavia, che una volta provata l'enorme comodità di GIGA PRESS "Arba" nell'affrontare il caricamento di un arbalete dotato di un paio di "veri duri", eventuali dubbi e perplessità si ...scioglieranno in acqua.

Kit Arba - Caricamento - Fase 1 Kit Arba - Caricamento - Fase 2 Kit Arba - Caricamento - Fase 3
Kit Arba - Caricamento - Fase 4 Kit Arba - Caricamento - Fase 5 Kit Arba - Caricamento - Clip 5 Kit Arba - Caricamento - Fase 6 Kit Arba - Caricamento - Clip 6
Kit Arba - Caricamento - Fase 7 Kit Arba - Caricamento - Fase 8
Nota fig. 8:
Liberato, il bloccante si ribalta in avanti (frecce rosse) e il giogo ugualmente si sfila dall'ogiva (frecce bianche).

Si tratta anche qui di un Bloccante, che sull'asta scorre libero in un senso, ma si blocca su di essa nell'altro; e di un Traente, in questo caso struttura di aggancio (senza camme). Consiste in un giogo (= "trappola di sicurezza" che aggancia l'ogiva in modo da impedirne lo sgancio involontario) solidale con un'impugnatura doppia (manubrio) e che ha, per l'appunto, la funzione di "tirare" dopo averla agganciata, l'ogiva verso il calcio fino ad un punto qualsiasi dell'asta. Vale la pena di rivolgere l'attenzione all'elemento veramente attivo in questo discorso: il Bloccante. Quest'elemento agisce, come già descritto per Giga Press "Oleo", grazie a due eccentrici messi a cavallo dell'asta, e che trascinati in un senso si bloccano su di essa, mentre in quello contrario vi scivolano sopra senza resistenza alcuna. Questi quindi i movimenti: agganciata l'ogiva col Traente (giogo/manubrio) e "incavalcata" l'asta con il Bloccante, se noi tiriamo il manubrio, il Bloccante viene spinto a scorrere sull'asta, ma se lo molliamo, la forza degli elastici mette in trazione i braccetti di leva che fanno stringere gli eccentrici del Bloccante sull'asta impedendogli di retrocedere. Ripetendo più volte tale manovra fino alla tacca (o pinnetta) che ci interessa, potremo finalmente riaprire gli eccentrici tramite le solite levette manuali del Bloccante e sganciare con un semplice gesto il giogo.***

Praticamente...

Consideriamo per comodità descrittiva il fucile posizionato orizzontalmente. Nel gesto dell'aggancio le due astine dell'ogiva vengono ingabbiate dal giogo (fig. 2 e 3). Grazie ai suoi particolari profili interni delle feritoie, esso si mantiene agganciato a dispetto di movimenti in qualsiasi direzione tranne quella in avanti (impedita però dalla trazione dell'elastico). Fatto questo aggancio e mantenendo appena tesi gli elastici, stringiamo con due dita le due levette degli eccentrici e li poniamo a cavallo dell'asta (fig. 4) rilasciando poi le levette, imprigionando così l'asta. Già in questa fase potremo portare il fucile in qualsiasi posizione: il complesso Fucile-Elastici-GIGA PRESS-Asta rimarrà sempre compatto. Possiamo quindi, tenendo fra le gambe il fucile, e afferrando le due piccole impugnature, tendere comodamente gli elastici quel tanto da accorciare adeguatamente la distanza dell'ogiva dal calcio. In questo movimento vedremo scorrere l'attrezzo sull'asta: lasciatolo in una posizione qualsiasi, il Bloccante la manterrà, retrocedendo di circa un centimetro per il fisiologico gioco delle leve (fig. 5). Da questa prima posizione si può poi procedere ad ulteriori graduali segmenti lungo l'asta fino ad arrivare alla tacca desiderata (fig. 6). Qui lo stesso gioco fisiologico consentirà di agganciare agevolmente l'ogiva nella tacca. L'ultima tacca, a questo punto si potrà raggiungere con un'ulteriore analoga trazione, oppure (con gran parte delle aste) si premono le due levette disattivando il comparto "eccentrici" (fig. 7) e ribaltandolo poi in avanti oltre il giogo (fig. 8). Sgombrato così l'ultimo tratto dell'asta, potremo effettuare l'ultima trazione usando la sola sezione traente manubrio/giogo come semplice carichino. Nelle aste che presentano invece una distanza sufficiente fra l'ultima tacca e il fondello sarà possibile effettuare anche l'ultima trazione con l'assistenza degli eccentrici. Comunque avvenga l'ultimo tratto, GIGA PRESS® potrà essere sfilato (freccette bianche in fig. 8) dalla sede di lavoro con estrema semplicità, ed avremo ottenuto un caricamento progressivo molto comodo, facile e privo di rischi.

N.B. Questo dispositivo funziona con aste da 6,3 fino a 7 sia con tacche che con pinne e con fucili con quasi tutte le conformazioni di affusto di arbalete. Può essere problematico per fucili con guida asta particolarmente profondo.

*** Giga Press® Arba è per ora disponibile con giogo previsto per comuni ogive snodate in acciaio con archetto in lamiera e braccetti a spessore differenziato (mm 4 + mm 5). Per l'utilizzo con elastici con "legatura" (in Dyneema o altre fibre) lo stesso giogo offre identica funzionalità e comodità dopo levigatura disponibile anche su ordinazione.

Video

Se vogliamo parlare di SICUREZZA...

Premesse. La seguente argomentazione è ovviamente inerente in particolare ai fucili oleopneumatici, ma vale, per i suoi aspetti generali, altrettanto per i fucili ad elastici. Inoltre eviteremo di proposito di integrare in questo discorso la nuova soluzione del terminale "Secur" - per quanto provvidenziale - in quanto pur essendo un fattore costitutivo della sicurezza nell'uso di Giga Press®, presuppone che l'interessato eviti ogni trascuratezza nel considerare i fattori di sicurezza riguardanti in particolare il proprio fucile come oggetto a se stante, che sono appunto l'oggetto delle prossime righe)

Dopo esserci consentiti di osservare che nel caso di Giga Press® Comodità e Praticità si alleano con la Sicurezza, laddove in molte altre situazioni (pensiamo al casco, i guanti da lavoro, le cinture di sicurezza ecc...) sono in conflitto, poi vediamo però, trattandosi di argomento delicato, di sgombrare il campo da equivoci e facilonerie. Infatti possiamo sì parlare di incremento di sicurezza, ma solo tenendo ben presente che l'anello debole della sicurezza in tema di oleopneumatici è, come sempre, rappresentato dalla spesso aleatoria e poco controllata stabilità del meccanismo di sgancio dell'asta1. Ed è evidente che i rischi derivanti questa criticità sono tanto più elevati quanto maggiori sono le energie che tale meccanismo deve controllare.

Vietato quindi, incoraggiare l'imprudenza di chi, viste nuove possibilità di imbrigliarle in sede di caricamento, pensi di usare fucili dall'aggancio precario o mal regolato (il cosiddetto "grilletto sensibile"), magari caricati all'estremo di tolleranza dei materiali. é un po' un assurdo simile a quello, peraltro scontatissimo, di una Panda che si volesse far circolare con un motore Ferrari (cofano permettendo...). Esempio certo banale, ma di fatto è ciò che succede quando si pompano 30, 40 o più atm, in fucili "navigati", privi di manutenzione, o elaborati con soluzioni a rischio. Qualcuno, legittimamente mi ha domandato: Se il pistoncino, arrivato a fine corsa, non sono sicuro che sia agganciato, o proprio non si aggancia, come mi devo comportare nei confronti del Bloccante? Posso toglierlo, o... che devo fare? (vedi più sotto*)
Tenendo conto delle precedenti considerazioni, una domanda come questa è la riprova della loro fondatezza. La risposta è: Assolutamente NO! (vedere dettagli più avanti) Seguìta dalla calda esortazione: il meccanismo di aggancio/sgancio - che si usi Giga Press o no - dev'essere mantenuto sempre in condizioni di efficienza, condizione prima ed essenziale perché la sua tenuta non venga meno nei momenti più imprevedibili. E per ottenere tale efficienza sono più le cose ...che non si devono fare, che quelle (poche) da fare; volendo entrare un po' nel tecnico:

  • Non intervenire sul "regolatore di sensibilità" del grilletto (se non per ridurla) a maggior ragione se si usano alte pressioni. Infatti tale "sensibilità" si ottiene riducendo la superficie di tenuta (e quindi di attrito) fra dente di ritegno e codolo del pistoncino, situazione che riduce la stabilità della tenuta stessa favorendo pericolosi sganci al minimo scuotimento (persino spontanei!) con immaginabili conseguenze. A pressioni elevate inoltre questo pericolo aumenta enormemente: consideriamo poi che il tutto è in bagno d'olio, per cui anche un residuo minimo attrito che potrebbe favorire la tenuta è eliminato.
  • Non superare le pressioni consentite dal costruttore del fucile, diversamente - ancora una volta - l'anello debole diventa l'aggancio del pistoncino. Un grilletto, persino se regolato normale può cedere (in seguito ad un urto) per deformazioni anche minime della perpendicolarità della linea di aggancio, che possono originare dalle normali tolleranze delle varie giunzioni.
    Ricordiamo ad esempio che il pistoncino stesso è solo teoricamente parallelo alla canna in cui scorre. Infatti esiste un gioco trasversale fra il diametro della canna e quello del pistone che è inferiore di circa 1 mm e che consente a quest'ultimo di posizionarsi obliquamente sotto trazione del dente di ritegno, con perdita di parallelismo fra le due minime superfici di aggancio (un paio di mm2!). Ci sono gli o-ring a compensare "pneumaticamente" il gioco di cui sopra, e se la pressione d'esercizio è entro certi limiti, in parte anche "meccanicamente". Ma proprio per la loro elasticità cedono, di fronte a spinte abnormi, consentendo all'asse del pistoncino di disallinearsi pericolosamente dato che il punto di trazione sul codolo del pistone non è assiale, cioè centrale, ma laterale. E, di nuovo, basta un nonnulla per provocare l'incidente.
    (Teniamo infine presente che le alte pressioni che siamo in grado di affrontare all'inizio di una pescata di 4 o 5 ore o più, magari diventano "al limite" giunge la stanchezza, complice magari un udito disturbato dal frangersi delle onde, e allora il dubbio: ce l'avrò fatta a tirare l'asta fino al famoso Clic?...
  • Non sostituire pezzi con altri non originali, magari per ottenere maggiore leggerezza e velocità del pistone. E a questo proposito: è del tutto sconsigliabile l'uso di pistoncini dal codolo che non sia di acciaio temprato o cementato: gli attriti che spesso si generano sul bordo del codolo del pistoncino provocano in un normale acciaio inox (lo si riconosce per la sua insensibilità ai magneti) importanti usure in tempi relativamente brevi, con precoce rischio di cedimenti:
    gancio e codolo originali, checché ne pensi qualche ottimista del faidate, sono sempre più coerenti e affidabili di un gancio originale accoppiato ad un superpistoncino di marca "Tarok"...

Da fare: solo l'ordinaria manutenzione come: pulizia, cambio dell'olio, guarnizioni e verifica dell'usura dei vari pezzi, soprattutto dello sganciamento.

Fatte queste considerazioni tecnico/allarmistiche (me ne rendo conto, ma nell'argomento sicurezza è sempre meglio esagerare), se le condividiamo se non altro a livello di principi, ben difficilmente saremo colti dai dubbi espressi in quella "legittima domanda" formulata prima dei 3 punti e alla quale è dovuta una risposta un po' più articolata di un semplice NO. E cioè...

*...PER PRIMA COSA mettiamo il regolatore di potenza - se c'è - sul massimo e... SCARICHIAMO L'ARIA DAL SERBATOIO. SOLO DOPO possiamo neutralizzare il bloccante per toglierlo. Dopodiché, fatta (o fatta fare) una verifica delle condizioni del fucile dovremmo essere in grado di rimetterlo in sicurezza per il futuro.

In conclusione, la mia speranza è quella (magari pagando il pedaggio di attributi come "pedante" o "sputasentenze", sempre meglio che quello di "irresponsabile" comunque...), di aver contribuito a fugare con queste argomentazioni almeno un po' di facile pericolosa sicumera. E in ogni caso alla fine del capitolo, trovo educato ringraziare, soprattutto chi non ha saltato né righe, né pagine... per la paziente lettura.

Fernando Brasolin
Note importanti:
  • "I congegni di sicurezza dei fucili subacquei" di Leonardo Sampogna e "Il fucile subacqueo oleopneumatico" di Emanuele Zara & Lucia Notarangelo, ambedue utilissimi e reperibili in rete.
  • Importante, per poter effettuare anche l'ultimo tratto con il Traente senza che la mano incontri l'ostacolo delle levette, che l'asta sporga oltre il Bloccante - ad aggancio avvenuto - di circa 15 cm. In caso contrario l'unica alternativa per effettuare la trazione finale senza inconvenienti, è la seguente: tolto il Traente dal corpo dell'asta, porre i suoi eccentrici a cavallo della punta dell'arpione trascinandolo per il tratto finale.